sabato 23 gennaio 2010

Cos'è il Dropship?




Il dropship è una tecnica di vendita che permette di realizzare un negozio e-commerce senza capitale di start up e senza magazzino o infrastruttura logistica. Il dropshipper è colui che vende al dettagliante mentre il cliente finale riceve la merce senza sapere che non è il dettagliante ad avergliela venduta. Il dropshipper ossia colui che si occupa materialmente di spedire i prodotti ai clienti finali è il grossista, mentre il dettagliante si occupa solo di vendere e gli gira gli ordini ovviamente trattenendosi un profitto. Questo significa non avere ne problemi di spedizioni, ne rimanenze di magazzino, ma sopratutto significa non dover avere un capitale di start up per iniziare a vendere.Si apre uno o piu negozi online e in pochi guiorni si è in grado di iniziare a vendere!
In Italia questo fenomeno è poco diffuso. I tempi sono maturi.

venerdì 8 gennaio 2010

Toscani processa la Comunicazione.

Oliviero Toscani, neo candidato alla presidenza della regione Toscana, in questo video, efficacemente mette a nudo ciò che non va nel marketing e nella comunicazione dei nostri giorni. Speriamo che finalmente si capisca e si cambi . Speiamo anche che possa farcela a diventare Governatore della Toscana. Così come nella Comunicazione ha portato una ventata di idee nuove, sicuramente anche in politica sarà un innovatore. In bocca al lupo Oliviero.


sabato 2 gennaio 2010

Macchiavelli, il primo Spindoc.

Le elezioni regionali sono vicine. Mancano poco più di due mesi e non sappiamo ancora chi saranno i candidati alla presidenza della regione Puglia, nè le coalizioni che li sosterranno. Ciò non depone certamente a favore dei leader locali e nazionali, e fa presagire che le scelte potrebbero rivelarsi le meno opportune. Al di là di queste considerazioni personali, la riflessione che mi premeva fare è che in Italia la figura dello Spindoc sia arrivata così in ritardo rispetto agli altri paesi, in particolar modo quelli anglossassoni, nonostante il primo consulente politico della storia sia stato l'italiano Macchiavelli. Cinque secoli fa formulò forse la più efficace definizione di marketing politico: «Niente procura tanta stima ad un principe quanto il fatto di compiere grandi imprese e di fornire un’eccezionale immagine di se stesso. […] Un principe deve soprattutto sforzarsi di dare un’immagine di uomo grande e di ingegno eccellente. […] Deve anche, nei momenti opportuni dell’anno distrarre il popolo con feste e spettacoli» (tratto da Il Principe).

giovedì 31 dicembre 2009

Il futuro è nella declinazione del Rinascimento

Mentre nel largo consumo la bagarre sul prezzo si fa ogni giorno sempre più accesa, finalmente un gruppo di aziende ha capito che bisogna puntare ad altri valori per uscire da una crisi che ha
esiti incerti. È il caso di RenaissanceLink, un manifesto culturale e operativo coordinato dal sociologo dei consumi Francesco Morace. Ecco i punti di partenza del manifesto che vuole sensibilizzare la business community, i politici, i media, gli opinion leader su una diversa visione del mercato e della società. È necessario, dice Morace, sperimentare la cura e il gusto nella definizione dell’esperienza che nasce dall’incontro tra la cultura e la capacità di creazione, tra la
sensibilità e la bellezza. Bisogna, sottolinea Morace, rimettere al centro la cultura del fare, l’esperienza delle Arti e dei Mestieri, l’apprendistato della Bottega Rinascimentale. Il modello del Rinascimento, infatti, mette al centro la sua capacità d’integrazione dei saperi puntando sull’alleanza tra progetto imprenditoriale, qualità territoriale e talento artistico. Bisogna considerare, dice ancora il manifesto di RenaissanceLink, considerare la città come un laboratorio aperto di incontri ed esperienze culturali, in cui le imprese illuminate tornino a giocare un ruolo decisivo nell’organizzazione sociale e nell’espressione del talento. Per arrivare a ciò bisogna
definire una convergenza fra le nuove frontiere del web, capitalismo responsabile e visione rinascimentale, incoraggiando il riconoscimento del valore, più che il profitto, la co-creazione più che la gerarchia, la sfida più che la stabilità. È necessario poi enfatizzare i valori umanistici nell’evoluzione delle organizzazioni verso le reti. RenaissanceLink deve agire da grande collettore e catalizzatore di proposte, progetti e persone per dare all’Italia una nuova prospettiva di
sviluppo.

mercoledì 25 novembre 2009

Violenza sulle donne.

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Dal 23 novembre è su tutti i giornali femminili on line oltre che su youtube ed i social network Facebook e Twitter il video dall’agenzia di marketing e comunicazione varesina SS&C.
”E’ una scelta precisa – spiega Giampiero Suru presidente della SS&C – abbiamo deciso di utilizzare Internet perché è un mezzo più immediato. Ma abbiamo preso anche contatti con il Ministero per le Pari Opportunità e Pubblicità Progresso, i tempi però saranno più lunghi”. ”E’ un tema che sentiamo molto: la nostra società di marketing e comunicazione è composta per l’ottanta per cento da donne. Abbiamo lavorato tutti a titolo gratuito. Crediamo – continua Soru – che sia un modo intelligente per celebrare i nostri trent’anni di attività. Inutile negarlo: servirà a far parlare anche di noi ma ci interessava prima di tutto puntare su un argomento come questo”. “Abbiamo usato il “virale” perché in questo modo siamo certi di raggiungere molte persone di età differente". Mai come in questo caso del risultato non si è certi. Ma il tam tam di Internet può svegliare qualche coscienza.

domenica 15 novembre 2009

Riflessioni di Giampaolo Fabris.

Tratto integralmente da Societingblog.com


"In questi mesi mi è capitato di incontrare e di confrontarmi più volte con Franco Cassano, uno dei più acuti sociologi che conosco, un caro amico e il teorizzatore del Pensiero Meridiano. Le sue suggestioni sono state un ulteriore stimolo a riprendere il tema del Marketing Mediterraneo.
Credo sia davvero giunto il momento di ricominciare a riflettere seriamente su altre tipologie di modelli di vita e di consumo che subentrino ad una - quella appunto dell’american way of life - che ormai ha esaurito il pur importante contributo che ha fornito per oltre un secolo.
Una proposta di civilizzazione non si inventa a tavolino e non può certo essere delegata agli strateghi del marketing. Credo che l’assunto debba essere che - contrariamente a quella che sembrava essere una sorta di must dati i processi di globalizzazione in corso - anche in questo caso sia necessario parlare al plurale e prendere le distanze anche dal glocal, dal global with local taste e simili - in pratica piccole variazioni su tema di uno stesso spartito. Perché ogni parte del mondo ha una storia, una cultura, declinazioni della quotidianità, anche valori assi diversi : gli stili alimentari che ancora sopravvivono ai tentativi di colonizzazione Mc Donald’s style con tutta la loro vitalità e differenza ne sono la più esplicita dimostrazione.
Sarà poi il confronto, le contaminazioni, la dialettica a sancire semmai il prevalere o l’egemonia di qualcuno di questi, non come è stato sino ad adesso la presunzione da parte dei più forti, dell’imperialismo economico del diritto/dovere anche come missione etica di imporre il proprio modo di vedere e vivere nel mondo."

sabato 7 novembre 2009

La creazione di un marchio del Mediterraneo

di Federica Lanferdini
E' la proposta avanzata dal presidente dell'Associazione delle Camere di Commercio del Mediterraneo, Murat Yalcintas, in apertura della III Settimana dei leader economici inaugurata il 2 novembre a Barcellona, alla quale hanno assistito oltre 300 imprenditori, rappresentanti di istituzioni economiche e di 150 aziende dell'area mediterranea.
L’ultima proposta in tal senso è venuta pochi giorni fa da Mauro Maccauro, presidente dei Giovani Imprenditori della Campania: “Sarebbe il primo passo per determinare una politica di cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo. Immagino anche un’offerta turistica integrata che promuova i paesaggi e la storia di un bacino attivo da qualche millennio”.
Nell'inaugurare l'importante incontro il presidente della Camera di Commercio di Barcellona, Miquel Valls, ha evidenziato i temi nell'agenda: l'integrazione dei Paesi del Mediterraneo, il ruolo delle donne imprenditrici e la promozione di programmi nei settori tessile, delle finanze, dell'automobile e delle infrastrutture. Ed ha sottolineato il ruolo del settore privato nella costruzione di uno spazio comune del Mediterraneo, evidenziando al contempo l'importanza della scelta di Barcellona come sede del Segretariato permanente dell'Unione per il Mediterraneo.
Da parte sua, il direttore delle relazioni istituzionali della Banca Europea di Investimenti, Ioannis Kaltsas, ha ricordato che la BEI appoggia l'Unione per il Mediterraneo con circa 140 progetti nell'area e oltre 10.000 milioni di euro in investimenti. Il direttore dell'Istituto europeo per il Mediterraneo (IEMed), Senen Florensa, ha rilevato una "debole convergenza", a partire dal 2002, fra i Paesi del nord e del sud del Mediterraneo, grazie al fatto che questi ultimi hanno raggiunto per la prima volta una stabilità macroeconomica e ricevono più investimenti stranieri rispetto agli anni scorsi. Fra le sfide future dell'Unione per il Mediterraneo, sottolineate dal responsabile degli affari economici e finanze della co-presidenza francese dell'UpM, Julien Aubert, la creazione della Banca del Mediterraneo, che finanzi progetti educativi e sociale e la creazione di spazi di formazione aperti.