domenica 10 aprile 2011

Dall'occhio alla lingua.


Foto di LuciDO55555
Tratto da Morace
L’identità e lo status delle persone è stato fino ad oggi espresso attraverso un paesaggio di oggetti e prodotti ancorati all’esperienza visiva, ad una sorta di economia dell’occhio. Oggi emerge invece, dalle persone e dal mercato una richiesta estetica di seduzione e di eccitazione, il cui esempio incarnato è possibile rintracciare proprio nell’esperienza mediterranea che non è mai solo visiva, ma
sempre anche immersiva e polisensoriale: gusto, olfatto, suoni e colori del Mediterraneo. Alla centralità della moda oggi si sostituisce la rilevanza del gusto. Nell’economia dell’occhio l’area dell’alimentazione rimaneva ai margini: niente più che una gradevole occupazione per sopravvivere nel mondo dell’immagine. Anzi proprio la cucina e la gastronomia – con l’affermazione della nouvelle cuisine – diventava l’ultima estrema espressione di una economia dell’occhio che metteva tra parentesi proprio i sapori, lasciando spazio alle mode alimentari, tutte visive e cromatiche. Oggi invece sanciamo nuovamente il trionfo della lingua e del palato. Di una capacità personale e culturale di coltivare il gusto, di selezionarne le sfumature come nella degustazione del vino. Di riconoscerne gli addentellati profondi: la regione di provenienza, gli ingredienti d.o.c., i processi di produzione, i riti della preparazione, le regole del piacere condiviso nel consumo.
Questo può essere definito il modello della lingua, che nel mondo mediterraneo ha un ruolo centrale.

domenica 20 marzo 2011

Marketing tribale.


Legame, comunità, autenticità come valori del Marketing Mediterraneo.
Mantenere il legame fra i consumatori aiutandoli a condividere le loro passioni, creare valore di legame con le marche e i prodotti e soddisfare il loro bisogno di autenticità. Tutto ciò prestando attenzione ai gesti quotidiani e ai piccoli dettagli, creando relazioni e celebrando riti e pratiche intorno ai brand. Da quando nel 2003 uscì la prima edizione di Marketing tribale, il marketing ha visto grandi e cospicue evoluzioni, e tutte nel senso indicato allora pionieristicamente da Cova. Adesso i dettami del marketing tribale e mediterraneo sono quelli che animano e dirigono il marketing mondiale. Un successo, insomma, che si ripropone aggiornato con approfondimenti e riflessioni su nuovi casi e nuove tendenze. I casi: Loggionisti, Flash Mob, Notte prima degli esami, myNutella The Community, Eataly, Alfisti Lab, Ducati, Warhammer, World of Warcfraft, CouchSurfing, Geocaching. Le nuove tendenze: le tribù imprenditrici, i working consumers, le counter brand e le alter brand communities, la potenza narrativa della marca, le 5 dimensioni dell'autenticità percepita.

sabato 22 gennaio 2011

La nuova FIAT


da enoDNAB
Quando la pubblicità si ritorce contro.

giovedì 6 gennaio 2011

Le nuove frontiere dei consumi.


Libro a cura di Paola Rebughini e Roberta Sassatelli.
Attività ideologicamente definita come privata, il consumo è oggi uno scottante terreno di confronto fra identità culturali e politiche diverse. È nata una galassia complessa e articolata di discorsi e movimenti sociali che promuove una nuova visione del consumo, alternativa a quella “consumistica” degli anni del
boom post-bellico, e critica verso gli assiomi dell’economia politica liberale che ha accompagnato lo sviluppo capitalistico occidentale. Le nuove frontiere del consumo esprimono spesso il tentativo di ripensare e rifondare il nesso sociale a partire dallo stile di vita quotidiano.
Questo volume raccoglie gli interventi di sociologi, economisti, politologi e giuristi che si sono a lungo confrontati con le valenze politiche ed etiche dei modelli di consumo dominanti. Da angolazioni diverse, essi offrono una lettura attenta ma disincantata dei nuovi, alternativi modi di intendere il consumo. Il “consumo critico” viene innanzitutto inquadrato sullo sfondo di grandi questioni teoriche come la post-democrazia e la globalizzazione, l’emergenza ambientale, il ruolo dello stato nella regolazione dei consumi, il rapporto tra crescita economica e qualità della vita, il rapporto tra Nord e Sud del mondo. Vengono poi messi sotto la lente d’ingrandimento i protagonisti delle pratiche di consumo alternativo in Italia, considerando le loro culture politiche, le loro mappe di significato, l’intrecciarsi di consumi critici e consumi culturali, il ruolo dei nuovi canali comunicativi, i fermenti alternativi di aggregazione sociale e le vecchie e
nuove forme della distribuzione.

sabato 1 gennaio 2011

Mediterraneo: ritratto di una generazione.


foto di riopel2dalì
“Ritratto d’una generazione” ha inaugurato un ampio ciclo di inchieste sui giovani mediterranei che Babelmed e i suoi media partner hanno pubblicato nel corso del 2010. L'obiettivo era comprendere meglio i giovani di 11 Paesi: Algeria, Egitto, Francia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Palestina, Spagna, Tunisia e Turchia.
La prima tappa ha fatto incontrare giovani libanesi, tunisini e italiani per scoprire le loro realtà. Condizioni a volte diverse, contrastanti, talvolta così vicine.
Sono seguiti altri tre cicli d’inchieste dedicati alle seguenti tematiche:
«I giovani davanti al proprio futuro. Immigrazione: una nuova “guerra”?»
Questa inchiesta affronterà le diverse realtà migratorie nel Mediterraneo. Saranno approfonditi il coinvolgimento delle donne nelle migrazioni (legali e clandestine) e le politiche attuate dai rispettivi Paesi e dall’Unione europea;
«I giovani davanti al proprio futuro. Aver vent’anni tra le macerie»
Questo tema sarà l’occasione per conoscere la gioventù di tre Paesi – Algeria, Libano e Palestina – che hanno recentemente conosciuto la guerra o situazioni di conflitto particolarmente violente. Quali vissuti, quali percezioni delle guerra e della pace portano dentro di sé?
«Diversità e metissage culturale nel contesto urbano»
Dare visibilità alle espressioni artistiche e alle creazioni legate alle migrazioni. Tracciare una mappa delle realtà culturali delle grandi città mediterranee, valorizzando la ricchezza apportata dai migranti.

domenica 19 dicembre 2010

Retromarketing.


Sono ricercatori e studiosi che si contrappongono alla scuola nord-americana e nord -europea di marketing. Sono professionisti francesi ed italiani. Il loro pensiero, radicato nel mondo latino, si può riassumere in questi due punti che riguardano i consumatori:
in un momento di sfrenato individualismo, si riuniscono in tribù;
diventano protagonisti attivi e non più soggetti passivi delle dinamiche del mercato.
Questi concetti si basano sugli studi fatti da Michel Maffesoli e Michel de Certeau.
Grazie a questi due sociologi di estrazione latina si è compreso che bisogna ampliare la visione delle relazioni commerciali e di business per migliorare la comprensione dei consumatori e dei mercati e per tradurle in azioni di marketing.
Il sociologo Cassano ha posto l'accento sull'importanza del limite, del senso della misura, contrapposto allo sfrenato eccesso dei consumi di stampo anglosassone. Cassano esalta la lentezza contrapponendola alla velocità, tipica dei mercati che inducono a consumare in modo veloce. Manzini, altro studioso, pone l'attenzione sulla contemplazione che non dev'essere considerata una perdita di tempo, ma un privilegio. Il compianto Fabris ci ha detto che un numero crescente di individui sembra intenzionato ad impostare la vita al ritmo più in linea con il proprio orologio interno.
In poche parole siamo in piena era post-moderna:
moderno vs tradizione
innovazione vs autenticità
ordine vs caos
globalizzazione vs localizzazione
unificazione vs frammentazione
progresso vs regresso.

domenica 5 dicembre 2010

Marketing 3.0 secondo Kotler.


Kotler e soci affermano chiaramente che il Marketing 3.0, pur continuando a essere orientato a soddisfare i bisogni e le esigenze del consumatore, amplia in modo decisivo l’ambito di riferimento nel quale se ne collocano i bisogni e le esigenze. Il concetto di consumatore evolve verso un livello superiore di persona, soggetto non solo di bisogni ma anche e soprattutto di sentimenti, valori ed emozioni.
In tempi come quelli attuali, caratterizzati da grandi cambiamenti strategici, sociali, economici e ambientali, non è più possibile considerare i comportamenti del consumatore/persona come indipendenti da tutto ciò che si manifesta nel mondo in cui vive ed opera. Il Marketing 3.0 costituisce quindi la risposta organica ai grandi cambiamenti in atto e a tal scopo va riformulato in funzione delle tre grandi forze che caratterizzano l’era attuale: lo sviluppo delle tecnologie della connettività e dell’interattività; la globalizzazione; lo sviluppo della società creativa.
La conclusione è che il marketing si trova di fronte al cambiamento più radicale della sua storia, un cambiamento né facile né breve come tutte le “rivoluzioni culturali” nella storia del pensiero. Se le imprese dovranno realizzare prodotti e servizi sempre più capaci di soddisfare le esigenze profonde di partecipazione, creatività, comunità e idealità dei consumatori/persone, i modelli organizzativi sin qui applicati dovranno essere rivisti per renderli adatti alle nuove realtà. Certo, il marketing dovrà salvaguardare molte delle impostazioni precedenti, ma dovrà progressivamente modificare l’impostazione tradizionale, sostanzialmente verticale e gerarchica, per coinvolgere sempre più le comunità e le reti di consumatori - in particolare i social networks - che ormai dominano la realtà di oggi.
fonte: esabes