mercoledì 6 giugno 2018

I suggerimenti di Marketing del Gusto per organizzare un evento di successo.

Come deve essere un evento enogastronomico?
Potrebbe essere necessario chiederselo, per organizzare eventi nella propria cantina,
farsi conoscere al grande pubblico oppure ad un selezionato numero di influencer. Per prima cosa, deve seguire il modello SMART, ovvero essere Specific, Measurable, Achievable, Realistic e Time-Bound. A dircelo sono Slawka G. Scarso e Luciana Squadrilli nel loro Marketing del Gusto, un vero e proprio manuale che dà ottimi consigli a tutti coloro che si trovano, ogni giorno, ad avere a che fare con la comunicazione e il marketing dei prodotti enogastronomici, vino compreso.
Un evento enogastronomico, che si tratti di una cena, di un workshop, di un banco d’assaggio o di un cooking show, deve essere coerente con la vostra personalità e i vostri obiettivi; deve essere misurabile, sia nei costi che nei risultati conseguiti; deve essere messo in piedi nei tempi e nei modi previsti; realistico e con delle specifiche deadline.
Ogni evento deve essere pianificato con dovizia di particolari: cosa, dove, quando e, importantissimo, chi. Ovvero: chi farà cosa. Ad esempio, chi si occuperà di aspetti logistici, chi di aspetti amministrativi, chi seguirà la comunicazione, chi gestirà il personale, chi farà gli ordini e così via. Ci sono mille elementi da considerare: oltre alla parte operativa, non va sottovalutata la parte comunicativa, inviti, promozione, goodie bag (ovvero la busta con gli omaggi, di solito per stampa e influencer) e molto altro.


Un altro nodo cruciale è quello degli sponsor: media partner, sponsor tecnici, main sponsor. Aiutano economicamente o sostenendo una parte delle spese o, nel caso degli sponsor tecnici, fornendo prodotti o servizi in “cambio” di visibilità.
Una volta dato un profilo concreto all’evento, come abbiamo già accennato, la comunicazione è fondamentale. Ad esempio è importante inviare una comunicazione via mail ad un database profilato, creare volantini, brochure e presentazioni per la stampa, usare nella maniera corretta i social media (ad esempio creare un evento su Facebook e diffondere inviti) e così via.
Per approfondire l’argomento e leggere interessanti case history di successo: Marketing del gusto – 2015 Edizioni Lswr – costo € 34,90.

lunedì 8 dicembre 2014

Neuromarketing: emozionare funziona.

Non siamo persone pensanti che si emozionano, ma siamo persone emotive che pensano. Il neuromarketing da la possibilità di misurare le emozioni direttamente come ad esempio se le etichette che abbiamo progettato sono efficaci a stimolare il consumatore medio, se il sito internet è accattivante e cattura l'attenzione del visitatore, se le foto scelte per la campagna pubblicitaria attraggono il cliente e così' di seguito.

Anche la scelta dei caratteri stimola le nostre percezioni. La comunicazione può guidare la percezione e stimolare i gusti. In questo il neuromarketing aiuta il marketing. Interessante lo studio fatto dalla professoressa di marketing tedesca Hilke Plassmann sull'effetto del prezzo sulla percezione di bontà di un vino. Lo stesso vino venduto a 5 e 50 euro viene giudicato in maniera completamente diversa dal consumatore. Infatti l'analisi dell'elettroencefalogramma rivela che l'assaggio di un vino venduto a prezzo più alto attiva le aree del cervello che trasmettono piacere.

giovedì 21 agosto 2014

Il quadrato semiotico al Vinitaly 2014.

Sono più le domande delle risposte che ci facciamo analizzando questo "Quadrato Semiotico dei  Wine Lovers", commissionato dalla Cantina Bosco Viticultori del gruppo VI.V.O. Cantine sac. e con un'analisi condotta dall'istituto di ricerche di mercato Squadrati di Milano, coordinate da Lorenzo Biscontin.
E' una mappa degli stili degli appassionati del buon bere che ci può aiutare a frenare il calo di consumo di vino che in questi ultimi anni interessa l'Italia.


Il video ci presenta Oscar Farinetti che commenta il Quadrato.

domenica 5 gennaio 2014

Utilizzare il marketing, anzi societing agroalimentare contro la crisi.

Non si tratta di marketing ma di societing, dove sono favoriti non i processi del mercato ma quelli della socializzazione tra azienda, marca, prodotti e stakeholders. Si parte dalla storia che ogni prodotto racchiude in sè per arrivare a riflettere a quando, ad esempio, compriamo una bottiglia di olio spacciato per italiano e che invece arriva da un paese lontano.

Lo facciamo per risparmiare qualche euro e non ci rendiamo conto del danno che abbiamo provocato: disoccupazione ed abbandono delle terre.

Inoltre rinneghiamo la nostra storia, le nostre tradizioni e contribuiamo ad aumentare i danni ecologici causati dal trasporto di quella merce. Se pensiamo che un'inversione di tendenza  potrebbe favorire il ritorno alla terra dei nostri giovani vediamo che l'agricoltura torna ad essere economicamente vantaggiosa.

 Le autorità competenti dovrebbero essere capaci di agevolare questo ritorno non solo di braccia ma sopratutto di cervelli e di manager che dovrebbero aiutare ad utilizzare la terra nelle sue molteplici funzioni.

Aspettando le autorità, che potrebbero arrivare tardi o addirittura non arrivare mai,

rimbocchiamoci le maniche e sporchiamoci le mani della nostra terra.


lunedì 21 ottobre 2013

Il marketing digitale.

Il Marketing digitale non è una bacchetta magica con la quale tutti i vostri problemi sono risolti, ma è un processo complesso. Il mondo sta diventando sempre più digitalizzato: produzione, servizi, prodotti , anche le esperienze .

Provate a ricordare come la pubblicità e la comunicazione erano 3-5-7 anni fa.
Proviamo a riflettere su questo attraverso gli occhi di un proprietario di un ristorante. Egli ha un buon prodotto ed un servizio perfetto, ed il suo ristorante si trova in una strada principale. I clienti sono felici e soddisfatti . E la loro lealtà è notevole . Il nostro imprenditore però non sta seguendo le ultime tendenze nel marketing digitale . Egli conosce l'importanza delle attività digitali , ma non ritiene necessario fare più sforzi su questa direzione . La sua fan page di Facebook esiste come un segnale stradale, solo con l'idea di guidare i visitatori al ristorante . Non considera che l'aspetto digitale della sua impresa renderebbe il suo business più redditizio. Come potrà sopravvivere nell'ambiente digitale, e per quanto tempo?
Ecco i 9 passaggi indispensabili per applicare il marketing digitale ai proprietari di piccole imprese:
1) Fissare gli obiettivi
Cosa si vuole raggiungere . Perché si deve fare? Per aumentare la consapevolezza della vostra azienda? Per aumentare le vendite? Per coinvolgere i clienti ...

2 ) Impostare il bilancio
Il bilancio è in relazione agli obiettivi ed alla dimensione della vostra azienda . Se avete un budget limitato non c'è bisogno di investire molti soldi per ottenere buoni risultati . La maggior parte dei canali di comunicazione come Facebook, Pinterest , LinkedIn , sono gratuiti . Hai solo bisogno di sapere quali sono i più appropriati per presentare il tuo business.

3) Conoscere i concorrenti
Creare una lista con i loro nomi, le attività ed il profilo . Poi trovarli in ambito digitale e fare una lista di ciò che stanno facendo e come lo stanno facendo. Hanno siti web, Facebook / Twitter. Quanti fan / seguaci hanno? Hanno blog? Cosa dicono ? Stanno pagando per la pubblicità digitale? Cosa ti piace delle loro attività. Cosa non ti piace . Prestare attenzione ad ogni dettaglio come  testi , elementi visivi , il tono della comunicazione con il pubblico.

4) Creare una strategia
Se non siete esperti nella creazione di strategie per lo sviluppo, la ricerca del passaggio precedente vi darà un'idea della strategia da attuare. Poi pensa di nuovo a ciò che vuoi raggiungere ed attuala.


5) Che cosa offri
Confronta le tue offerte con quelle dei tuoi concorrenti con gli strumenti che il marketing digitale ti mette a disposizione e mostra le foto dei tuoi piatti, le ricette segrete , le tradizioni , il servizio, le emozioni .
Seleziona il giusto canale di social media per esprimere te stesso. Se sei un piccolo imprenditore non è necessario essere su tutti i social media, ma concentrati su 1 o 2, quelli che sono i più rilevanti: Pinterest , Facebook, Google, LinkedIn.

6) Azione
Uno dei principali vantaggi del marketing digitale è che i risultati delle vostre azioni sono riscontrabili quasi immediatamente . Così il feedback dei clienti. Dovete attirare l'attenzione del vostro pubblico. Anche se sono clienti che apprezzano il vostro prodotto/servizio dovete trovare il modo per tenere sempre vivo il loro interesse. Se si dispone di budget per la pubblicità le opportunità aumentano: AdWords di Google, gli annunci a pagamento , post sponsorizzati , giochi e applicazioni in facebook e twitter e sui siti web pertinenti . Anche le campagne di un'agenzia digitale.

7) Misurare i risultati
Facebook dà report ogni settimana, le situazioni cambiano. Si deve agire in fretta. Quindi, misurare i risultati settimanali e intraprendere le azioni appropriate per reagire a tali risultati.

8) Continuare ad agire
Bisogna essere coerenti . Una volta che si inizia a comunicare con le persone non dimenticarle o ignorarle. E' come il rapporto con gli amici . Devi essere socievole e non tradire la loro fiducia.

9) Creare la tua storia di successo
Ricorda che la tua storia di successo non è possibile crearla con la bacchetta magica, ma è possibile con il marketing digitale.

martedì 24 settembre 2013

Lo street food batte il ristorante.


​Gli Italiani dicono addio al ristorante e preferiscono lo street food. Il cibo di strada è stato consumato nel 2013 da ben 35 milioni d'italiani.  Il sondaggio on line è stato fatto dalla Coldiretti.

Un'alternativa low cost alla crisi dei ristoranti che concilia l'esigenza del risparmio con la voglia di mangiare fuori casa, alla scoperta dei territori e dei suoi prodotti tipici.

                                          



Il 45% degli italiani preferiscono il cibo locale che va dalla piadina agli arrosticini fino agli arancini. Il 24% predilige il cibo internazionale come gli hot dog e solo il 4% sceglie il cibo etnico come il kebab.
In  Italia il cibo di strada vanta una tradizione millenaria con le sue numerose specialità: gli arancini siciliani, la piadina romagnola, le olive ascolane, la polenta frittata veneta, i filetti di baccalà alla romana, le focacce liguri, il pesce fritto delle diverse località di mare, i panini ripieni con le tipiche farciture locali che vanno dai salumi ai formaggi e la famosa porchetta veneta.

     


Non possono mancare i dolci come i cannoli siciliani e le famose crostate casalinghe.
Non mancano le novità come la frutta e la famosa fetta d'anguria.
Essendo il cibo di strada legato alle tradizioni culinarie del territorio non è soggetto alle influenze delle mode gastronomiche ed alla distorsione delle ricette tipiche.

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Il fenomeno dello street food ha radici profonde che risalgono ai tempi dei romani dove la popolazione era solita gustare i pasti in piedi in locali all'aperto e per strada.

giovedì 15 agosto 2013

Come avere il massimo da un blog.

Da dove si comincia se voglio aprire un blog?
Bisogna prima di tutto rispondere a queste domande:
1) A chi mi voglio rivolgere?

2) Cosa può interessare il mio lettore?

3) Creare contenuti che interessino il lettore.

4) Resistere alla tentazione di parlare di te.

5) Essere costante e persistente.

Fatto questo siamo sulla buona strada.

sabato 30 marzo 2013

Il Marketing dei sensi.



Il Marketing Dei Sensi: 5 sensi per vendere e comprare.
Immagini, Odori, suoni, materiali, sapori studiati per raggiungere il pubblico obiettivo e per indurlo a determinate azioni. Questo e non solo è il marketing dei sensi, un approccio sempre più diffuso nei diversi settori del mercato, dove spuntano sale d’attesa pervase da profumi, reparti dei supermercati in cui si respirano odori irresistibili, negozi che sembrano set cinematografici, brani composti per osannare un prodotto. Con il senso etico che quest’argomento merita, è stato scritto un libro che si fa leggere rapidamente e resta vivo in ogni lettore. Oggi il consumatore è protagonista delle sue azioni e questo testo contribuisce a  renderlo consapevole e informato.
Il Marketing Dei sensi è un’opera che non può mancare nel background di chi agisce sul mercato, è il mezzo per fare un viaggio stimolante attraverso i sensi, per scoprire e superare i nuovi orizzonti del marketing sensoriale e della comunicazione emozionale. Vista, udito, tatto, gusto, olfatto sono i canali per conoscere la realtà, per comunicare al 100% e per vivere da consumatori consapevoli.
Nel libro sono trattate le tecniche più evolute per conquistare il mercato, tutti i segreti delle vendite e delle marche vincenti. Il testo affronta anche temi discussi e delicati come la comunicazione subliminale, lasciando ampio spazio all’etica e al buon senso.
Scritto per tutti quelli che vogliono esplorare il marketing sensoriale e la comunicazione emozionale, per i professionisti e per chi vuole avere il ruolo di consumatore attivo. Un testo chiaro, sempre stimolante e ricco di esempi concreti. Diverso dal solito saggio o manuale di marketing per la sua vivacità e per la capacità di condurvi al centro dei temi trattati, con linguaggio diretto e di facile lettura. Un libro per manager, comunicatori, responsabili commerciali, imprenditori, venditori, commercianti, studenti e per tutti i consumatori.
Il Marketing dei Sensi è un progetto aperto, realizzato da 3 esperti del settore che hanno voluto condividere le loro esperienze sul marketing dei sensi. L’idea è quella di creare una community sul tema, per continuare ad arricchire le conoscenze di quanti lo desiderano.

sabato 9 marzo 2013

Strategia di marketing.


In termini operativi il marketing mediterraneo si traduce in strategie e tattiche meno aggressive nei confronti del consumatore, volte ad accompagnarlo nel processo di scambio piuttosto che a bombardarlo in maniera massiccia e personalizzata. Comporta il superamento di una visione individualistica ed isolata del consumatore per aprire le porte ad una lettura del consumo all’interno di un reticolo dinamico di relazioni. Si tratta, in sostanza, di moderare quegli eccessi cui troppo spesso è giunto il marketing management tradizionalmente inteso, restituendo all’individuo-consumatore la libertà di non essere continuamente oggetto di ricerche, previsioni, controllo da parte dell’impresa. Tutto questo in nome del raggiungimento lineare e militare degli obiettivi, dell’ assoluta convinzione nel controllo del mercato e della spasmodica ricerca della personalizzazione ad ogni costo. La strategia da seguire secondo questo nuovo approccio non è tanto stabilire un legame personale con il cliente (marketing one-to-one), quanto mantenere il legame fra i clienti stessi aiutandoli a condividere le loro passioni, creare un valore di legame nel marchio o nel prodotto, fare leva sul bisogno di autenticità dei consumatori, puntare sull'attenzione ai gesti quotidiani e ai dettagli, celebrare riti intorno al prodotto.

sabato 19 gennaio 2013

Riscopriamo il valore della lentezza.



Uno dei valori mediterranei su cui maggiormente è concentrata l’attenzione è quello della lentezza.  Il sociologo Franco Cassano intitola “andare lenti” il primo capitolo del  suo libro "Pensiero meridiano". Un elogio alla lentezza. Non per creare un movimento antagonista alla velocità tipica della modernità, ma per evidenziare i limiti della sola velocità, afferma che l'evoluzione nasce dalla possibilità di utilizzare una moltitudine di tempi: “La velocità è una grande conquista, ma solo se accetta di rimanere uno soltanto dei lati del mondo. Essa può aiutare gli uomini solo se imparerà a coesistere con altri tempi e altri ritmi” (Cassano, 2001, pag. 155).

Cassano (2001, pag. 154) continua osservando come “l’uomo della velocità,  l’homo currens, guadagna sicuramente alcune facoltà, ma ne perde altre, prima fra tutte l’attenzione per l’altro […],quella  passione, quella cura o quella tenerezza che vengono da non  avere solo scopi, ma anche sentimenti, dal non avere solo concorrenti, ma anche amici, legami, interdizioni o impicci”.
Il pensiero meridiano riscopre inoltre il valore del tempo contemplativo, del tempo in cui non si fa niente e che, tuttavia, non viene considerato vuoto o senza significato. Tradizionalmente questo tempo è stato considerato un privilegio, ma la modernità lo ha fatto sparire dalla vita delle persone.
Questa scomparsa può essere attribuita, secondo Manzini (2001), sia alla saturazione del tempo (ossia la tendenza a riempire ogni momento della vita con qualcosa da fare) che all’accellerazione (ossia la tendenza a fare tutto sempre più in fretta per avere la possibilità di poter fare di più).
Manzini inoltre ipotizza una relazione tra la scomparsa di questo tempo e la proliferazione dei beni rimedio, ossia di prodotti o servizi che cercano di rendere accettabili contesti di vita fortemente deteriorati.
“Compriamo e consumiamo una crescente quantità di prodotti e di servizi per ‘riempire il tempo’, per eliminare il senso di vuoto lasciato dalla nostra incapacità di contemplare o, semplicemente, di fare qualcosa ad un passo un po’ più lento” (Manzini, 2001).

Recuperare la lentezza può favorire la contemporanea presenza di temporalità diverse (veloci e lente) e quindi rendere possibile per gli individui la scelta tra questi diversi contesti. Come osserva Firat (2005) se è forse solo una piccola elite di trend-setter quella che si orienterà verso la sola lentezza, la maggior parte delle persone troveranno piacere ad immergersi in differenti modi di vita e di consumo pur non scegliendo mai uno solo di questi.

mercoledì 7 novembre 2012

Da target a tribù.

Leggi il post ed ascolta della buona musica: Simon & Garfunkel - The Boxer (clicca qui)
Sono passati parecchi mesi dall'ultimo post pubblicato su questo blog. Non sono mancati gli argomenti, purtroppo è venuta meno la salute. Adesso si riprende cercando di recuperare il tempo passato. Nel passaggio da marketing a societing cambia il ruolo del consumatore. Tale cambiamento modifica anche l'uso dei termini: scompare il termine target e si utilizza il termine tribù. Il target indica l’obbiettivo da colpire, è il consumatore al quale è indirizzata la campagna pubblicitaria di un prodotto.
Nel societing il consumatore non è più un semplice compratore ed utilizzatore di un prodotto, ma collabora con l'azienda. Si passa da target a collaboratore. C'è dialogo tra azienda e consumatori,tra persone che si rispettano ed hanno interessi comuni. Questi gruppi di consumatori uniti dalla passione per una marca si definiscono tribù. Le tribù non sono individui omogenei. Non si deve appartenere alla stessa fascia sociale, o avere la stessa età per comporre una tribù. necessario è avere in comune la stessa passione. E' forte il desiderio di comunità. Nella società post-moderna questa è una forte caratteristica. La marca diventa luogo d’aggregazione, diventa territorio della tribù.

domenica 3 giugno 2012

Marketing del turismo.


L’Organizzazione Mondiale del Turismo prevede per il 2020 un raddoppio dei volumi degli arrivi rispetto al 2000, passando da circa 800 milioni a oltre 1.600 milioni. E’prevedibile una forte concorrenza tra i paesi meta di questi flussi, fra i quali compare tradizionalmente l’Italia, che nel 1970 era nel mondo il primo per numero di arrivi di stranieri, è scivolato al quarto posto, superato da Francia, Spagna, Usa. E ora è insidiato anche dalla Cina (che nel 2005 ha raggiunto l’Italia e oggi si appresta a superarla). Nel 2003 gli arrivi degli stranieri sono calati del 4,6% e le previsioni per il futuro non sono ottimistiche. Il turismo italiano soffre di una crisi di sistema. Per vincere queste sfide è necessario dotarsi di strumenti capaci di affrontarle adeguatamente.
Tra tutti il più efficace ed indispensabile è il Marketing Turistico che è l’applicazione dei principi e delle tecniche del marketing generale al settore specifico del turismo, pertanto interessa sia coloro che si occupano del marketing territoriale sia quelli che vogliono impegnarsi nella gestione delle aziende turistiche (marketing di prodotto e servizio), il cui management, la cui organizzazione e i cui processi di valorizzazione del personale vanno appunto sempre di più improntati e ispirati alle concezioni e alle esigenze del marketing in generale.
Una prospettiva sicuramente interessante è quella del turismo sostenibile, cioè la presenza di strutture e servizi turistici realizzati in modo tale da non distruggere o penalizzare il panorama, il mare e l'ambiente. Il turismo sostenibile privilegia l'alloggio dei villeggianti nell'entroterra (ad almeno due chilometri dal mare) lasciando intatta la costa allo stato naturale. I villeggianti possono raggiungere il mare mediante servizi di navetta, in bus oppure in bicicletta, e godersi il mare immersi nella natura, senza opere in cemento nelle vicinanze e senza l’eccessiva presenza degli stabilimenti. Anche i modelli di maggiore successo, come quello della Riviera Romagnola, cominciano ad apparire in crisi. Oggi il turismo deve essere in grado di soddisfare i bisogni caratteristici del nuovo secolo: bisogni di identità sociale e di autorealizzazione. Per questo motivo si cerca sempre di più il viaggio su misura. Le statistiche danno in diminuzione l'afflusso nei villaggi turistici (anche se nei paesi in via di sviluppo riguarda ancora l'80% delle presenze), mentre cresce il viaggio itinerante, al di fuori delle piste più battute, spesso con una forte valorizzazione del protagonismo del viaggiatore e anche delle bellezze ecologiche da visitare. Il segmento di offerta turistica che ha registrato i più alti indici di crescita negli ultimi anni è quello dell’ecoturismo, unitamente al segmento del turismo culturale.
Sta crescendo il turismo di prossimità legato a destinazioni non troppo lontane; forte è la tendenza a ricercare nella vacanza sensazioni diverse che combinino in vario modo il desiderio di evasione, di tranquillità e di scoperta delle tradizioni locali, fra cui anche quelle enogastronomiche; marcata è poi la tendenza al progressivo frazionamento delle vacanze in soggiorni di sempre più breve durata ma ripetuti nel corso dell’anno, unitamente alla diversificazione delle vacanze stesse e alla crescente attenzione verso servizi e prestazioni equilibrati quanto a qualità e prezzo.

domenica 5 febbraio 2012

C'e bisogno di una "Soft Economy"

Leggi il post ed ascolta buona musica: Pink Floyd-Coming back to life(clicca qui ed apri altra scheda)
E' il titolo del libro scritto a due mani da Realacci e Cianciullo nel quale gli autori parlano di aziende italiane che hanno fatto del territorio e del capitale umano i loro punti di forza. Sono aziende che hanno posto il rispetto dell'ambiente e dell'uomo al centro dei loro commerci, infatti non sceglieranno mai di delocalizzare le loro produzioni per andare a sfruttare lavoratori di altri paesi. Sono questi valori che danno senso e forma a ciò che producono.
Arnaldo Caprai l'imprenditore agricolo che ha riportato il vino Sagrantino ai massimi livelli nel mercato enologico. Ha ottenuto questo brillante risultato nel pieno rispetto del territorio e di chi ha lavorato con lui in tutti questi anni. La comunicazione aziendale è ecofrendly.
Altrettanto hanno fatto a Donnafugata, altra storica e celebre casa vitivinicola siciliana che produce energia solare e vendemmia di notte per conservare meglio gli aromi del vino.
Altro esempio è quello di Brunello Cucinelli chiamato amichevolmente il re del chachemire che mette la bellezza al primo posto tra i valori a cui s'ispira la sua azienda. Con i guadagni delle sue attività ha recuperato il borgo antico di Solomeo, distinguendo il bello dall'utile.
Il maestro Kotler, parlando del Marketing 3.0, afferma che il consumatore fa le sue scelte ponendo la giusta attenzione a tutto ciò che è sociale. Certamente il Marketing Mediterraneo appartiene al Marketing 3.0 e si rivolge alle aziende di stampo umanistico.

martedì 3 gennaio 2012

LUDUM

Leggi il post ed ascolta buona musica: deep purple & led zeppelin & eric clapton & london shymphony orchestra - smoke on the water(clicca qui ed apri altra scheda)
Nasce a Milano la prima “impresa di formazione” basata sul management e sul marketing mediterraneo. Ludum è un progetto imprenditoriale nell’area dell’educazione e della formazione con l’ambizione di avere come target di riferimento persone da 0 a 99 anni. In questa logica intende superare le strutture codificate (nido, asilo, scuola elementare,etc.) per essere un innovativo polo di cultura mediterranea. I due aspetti complementari importanti sono essenzialmentee due: la sua impostazione pedagogico-culturale incentrata sia sul bilinguismo (italiano-inglese utilizzato dalle educatrici secondo la loro lingua madre) e dal progetto culturale che ruota attorno ai valori della mediterraneità, ossia naturalità, accoglienza, convivialità, senso del racconto, espressine del corpo e “lentezza”, ossia “pensare a piedi” non con i piedi, in concreto rispettare ed accompagnare la crescita, le scoperte, le domande, il gioco, l’incontro, dei bambini e bambine. Sono riusciti a sposare gli obiettivi economici con la filosofia di management mediterraneo, creando consapevolezza e convergenza tra tutti gli operatori che intervengono nell’impresa di formazione, dai soci, alle educatrici, agli istruttori di nuoto, agli addetti alla logistica, al marketing e promozione, all’organizzazione, alle cuoche (dato che Ludum cucina internamente i pasti, valorizzando la naturalità e la stagionalità dei cibi). Per questo viene data priorità alla formazione dei diversi addetti non solo sugli aspetti gestionali, ma soprattutto sulle nuove tecnologie, sull’innovazione, sulla cultura d’impresa, sulla necessaria coerenza tra valori e comportamenti.

sabato 27 agosto 2011

Idea Pesce (un blog per vendere pesce)

Leggi il post ed ascolta buona musica: Roger Water The tide is turning (clicca qui ed apri altra scheda)
Rivamar è una delle prime aziende di pesce surgelato ad applicare il social media marketing. La strategia è vendere il prodotto creando contenuti.
Complimenti a quest'azienda che ha dimostrato un’ ottima qualità di contenuti ma soprattuto di project management.

sabato 20 agosto 2011

La quinta p del marketing mix

Leggi il post ascoltando buona musica: Brian Eno - By This River (clicca qui ed apri in altra scheda)
Gino De Dominicis è stato un eccentrico e straordinario artista. In perfetta solitudine e con coraggio ha sostenuto, contro il sistema dell'arte, che l'artista è al centro di tutto e di tutti. In un mondo in cui vi è un abuso delle immagini, quelle di Gino bisogna andare a cercarle, ed una volta trovate non solo non ti deluderanno, ma ti restituiranno ancora più di ciò che ti saresti aspettato. Questa mattina ho rivisto alcune delle sue meravigliose e geniali opere. Tra queste "Mozzarella in carrozza" (presentata all’Attico nella collettiva del ’70 e destinata a suscitare scandalo). Quest'opera formalizza il concetto delle "parole che si materializzano". Era anche la dimostrazione che la mozzarella rimaneva tale pur dimorando nel lussuoso contenitore. De Dominicis ironizzava sugli epigoni di Marcel Duchamp che ancora oggi credono che il contenitore, galleria o museo, abbia la capacità di trasformare in opera d’arte qualunque oggetto lì esposto. Con la sua opera, l'artista mette a nudo questo meccanismo preconcetto dimostrandone l’inefficacia. Credo che la stessa riflessione si possa fare per il packaging dei prodotti agroalimentari. La quinta p del marketing mix riveste sempre più maggiore importanza anche rispetto al prodotto stesso. Infatti un contenitore bello ed accattivante riesce a convincere il consumatore che altrettanto lo sarà anche il contenuto: il più delle volte ciò non corrisponde al vero. Infatti un buon prodotto rimane buono anche se è avvolto in un foglio di giornale, al contrario un cattivo prodotto rimane tale anche se avvolto nella pergamena.



lunedì 15 agosto 2011

Il turismo enogastronomico

Leggendo il post ascolta buona musica: Coldplay Every Teardrop Is A Waterfall (clicca ed apri in altra scheda)
Il turismo è diventato una forma di apprendimento, di giudizio, di appropriarsi di ciò che s'incontra strada facendo. Da questo punto di vista l'enogastronomia diventa una risorsa per il territorio in quanto svolge funzione di comunicazione della storia e delle tradizioni, generando identità.
I prodotti tipici, la cucina sono capaci di attrarre il turista che vuole incontrare l'identità degli altri per farla propria. In un mondo dove McDonald ed i fast food imperano, si fa strada sempre più la necessità di acquisire la tipicità di un determinato territorio. Da qui la necessità di gestire il territorio con strategie di marketing che diano la possibilità all'offerta turistica di essere programmata, pianificata e gestita in modo integrato e professionale con le altre attività.

domenica 7 agosto 2011

CreaMed della regione Abruzzo.

"L'Abruzzo è la porta naturale per i Balcani e può rappresentare un esempio dentro il sistema Italia per rafforzare il processo virtuoso che abbiamo intrapreso con l'area mediterranea in una logica di Poli di innovazione e contratti di rete". Quello della vocazione naturale della nostra regione è uno dei passaggi dell'intervento del vice presidente della Giunta e assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, al seminario sul tema "Reti di impresa e Poli di innovazione" svoltosi all'hotel Serena Majestic di Montesilvano. Nella circostanza, il gruppo di lavoro della Regione ha presentato il progetto CreaMed, finalizzato alla promozione della creatività e dell'innovazione nell'area del Mediterraneo come elementi chiave per lo sviluppo sostenibile regionale. "Creatività significa capacità delle piccole imprese di sviluppare la propria attività a partire da un'idea innovativa, dalla creazione di aderenze culturali con il territorio e di legami solidi con i consumatori. In molte zone del Mediterraneo il tessuto economico è composto prevalentemente da imprese di piccole e medie dimensioni, spesso a conduzione familiare. Nel proporsi sul mercato al fianco della grande industria, la loro unica possibilità di sopravvivenza è quella di differenziare la propria offerta e la propria strategia commerciale. Il "marketing mediterraneo" è diverso da quello tradizionale e si basa su un prodotto di qualità che racchiude al suo interno una storia, cioè un valore aggiunto che nasce dal legame con il territorio. Castiglione ha poi spiegato che la Regione ha sempre avuto una spiccata sensibilità verso la sinergia mediterranea per creare le condizioni affinché le realtà abruzzesi possano agganciare il treno della competitività nell'ambito della globalizzazione dei mercati. In chiusura del suo intervento, il vice presidente ha fatto riferimento al significativo espediente linguistico delle tre T che hanno chiamato in aiuto le tre S, del sociologo americano Richard Florida. "La T di talento ha bisogno della S di scuola per crescere, la T di tolleranza per misurarsi con la realtà quotidiana non può fare a meno della S di solidarietà, infine la T di tecnologia ha abbandonato la deriva tecnocratica e ha incontrato la S di società per aumentare in modo esponenziale la sua efficacia".

domenica 12 giugno 2011

Promozione dei prodotti agroalimentari

Il territorio è lo strumento più efficace per promuovere i prodotti agricoli ed agroalimentari. La globalizzazione impone un più stretto legame con il territorio. Agisce come strumento di differenziazione rispetto alla standardizzazione indotta dalla competizione globale.
L'immagine del mondo agricolo rappresenta uno strumento potentissimo per pubblicizzare i prodotti agroalimentari. Nei libri di marketing, ancora oggi, come caso di studio si fa riferimento alla Barilla, che nel 1975 lanciò i prodotti del Mulino Bianco.
La gamma di prodotti da forno di qualità furono associati all’immagine della tradizione italiana contadina, al recupero delle tradizioni e valori tipici del mondo rurale, senso della famiglia, genuinità delle materie prime.
Bisogna saper vendere l’immagine del territorio in cui pratichiamo la nostra attività agricola ed in cui trasformiamo i nostri peodotti.
Sicuramente i prodotti di qualità come olio, vino, formaggi sono sempre più associati al territorio da cui hanno origine.
Tutto ciò vale anche per i prodotti di nicchia, disponibili in piccole quantità e realizzati da pochi produttori ed in luoghi pricolari.
Occorre puntare molto sulla comunicazione: le nicchie di oggi sono i comparti saturi di domani.

domenica 5 giugno 2011

De Andrè ed il marketing post-moderno

Seguo con interesse i blog che parlano di marketing, e naturalmente con maggior interesse quelli di marketing mediterraneo. Tra i pochi blog che trattano di questo particolare ed interessante argomento, vi è quello de "Il Riccio" che spesso offre interessanti spunti di riflessione. Favorevolmente mi ha colpito questo post dal titolo "Uomo dell'anno, che v'invito a leggere perchè è ben fatto.
"Seguivo la commemorazione del grande Fabrizio quando il regista Olmi sottolineò quale fosse, in vero la caratteristica più importante del cantautore sardogenovese: l’autenticità As nau nudda... Lì mi son commosso. Parlare di de Andrè e marketing è contradditorio, laicamente blasfemo. Ma non col marketing attuale, che ci stimola a comprendere l’immateriale, la narrazione la poesia. E lì FABER ci avrebbe potuto dare una grossa mano. Egli non ha mai fatto marketing: le sue canzoni sono noiose, TRISTISSIME, piene di parole e di CONCETTI che solo i più colti sanno cogliere. Ma sono bellissime. Ha sempre seguito il proprio istinto, non certo la soddisfazione del consumatore. Le canzoni, bellissime lo sono state grazie alla lentezza, alla gradualità con la quale se ne apprezzano i DETTAGLI, le sfumature, le perle. Questa lentezza la rende musica classica, perché dei classici sono divenute: tra cent’anni si ascolteranno ancora. L’autenticità è lenta, lenta. L’autenticità è la caratteristica che oggi rappresenta, a parer diffuso, il più importante valore aggiunto, e che costituisce la principale DIFFERENZA tra un prodotto vero ed un altro simile. Essa, l’autenticità, è valore solo immateriale che, secondo il principale teorico dell’argomento, BERNARD COVA, è l’elemento intorno al quale si creano le comunità. Nasce il tribalismo che, come più volte ribadito, non si riferisce alle tribù ancestrali ma a quei gruppi di appassionati di un “prodotto” che lo usano, poi parlano del prodotto stesso, lo adattano, lo modificano, ne producono di nuovi. Eccola, la co-creazione, che si sviluppa anche per prodotti concreti e non solo coi social network. Chi non ha mai ricantato a suo modo le canzoni di FdA? Non tutti, naturale. Una tribù è di nicchia, è esclusiva. Ex-clusiva, che chiude fuori, che non ammette chi non condivide le sue regole. E Faber, come ogni buon Anarchico, le sue regole le aveva. Eccolo il marketing che mi piace, che mi appassiona. Crea prodotti che poi gli altri adattano ai loro bisogni, desideri, capricci. Ai diversi momenti d’uso, oppure a seconda della compagnia con cui si sta. Condividere il prodotto, non esserne proprietario ma solo utilizzatore, goditore. Far appassionare ad un prodotto, anche semplice ma mai banale. Quel marketing che genera prodotti che provocano reazioni, CONVERSAZIONI, che non vengono presi in maniera passiva, inculcati, ma, attivamente, utilizzati come spunti creativi per crearne di nuovi di unici."