Il sesto potere

Dopo il quarto ed il quinto ecco il sesto potere....internet e la tecnologia: forniscono ai consumatori la libertà d'informazione e la forza di condizionare il comportamento delle Aziende.

mercoledì 25 novembre 2009

Violenza sulle donne.

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Dal 23 novembre è su tutti i giornali femminili on line oltre che su youtube ed i social network Facebook e Twitter il video dall’agenzia di marketing e comunicazione varesina SS&C.
”E’ una scelta precisa – spiega Giampiero Suru presidente della SS&C – abbiamo deciso di utilizzare Internet perché è un mezzo più immediato. Ma abbiamo preso anche contatti con il Ministero per le Pari Opportunità e Pubblicità Progresso, i tempi però saranno più lunghi”. ”E’ un tema che sentiamo molto: la nostra società di marketing e comunicazione è composta per l’ottanta per cento da donne. Abbiamo lavorato tutti a titolo gratuito. Crediamo – continua Soru – che sia un modo intelligente per celebrare i nostri trent’anni di attività. Inutile negarlo: servirà a far parlare anche di noi ma ci interessava prima di tutto puntare su un argomento come questo”. “Abbiamo usato il “virale” perché in questo modo siamo certi di raggiungere molte persone di età differente". Mai come in questo caso del risultato non si è certi. Ma il tam tam di Internet può svegliare qualche coscienza.

domenica 15 novembre 2009

Riflessioni di Giampaolo Fabris.

Tratto integralmente da Societingblog.com


"In questi mesi mi è capitato di incontrare e di confrontarmi più volte con Franco Cassano, uno dei più acuti sociologi che conosco, un caro amico e il teorizzatore del Pensiero Meridiano. Le sue suggestioni sono state un ulteriore stimolo a riprendere il tema del Marketing Mediterraneo.
Credo sia davvero giunto il momento di ricominciare a riflettere seriamente su altre tipologie di modelli di vita e di consumo che subentrino ad una - quella appunto dell’american way of life - che ormai ha esaurito il pur importante contributo che ha fornito per oltre un secolo.
Una proposta di civilizzazione non si inventa a tavolino e non può certo essere delegata agli strateghi del marketing. Credo che l’assunto debba essere che - contrariamente a quella che sembrava essere una sorta di must dati i processi di globalizzazione in corso - anche in questo caso sia necessario parlare al plurale e prendere le distanze anche dal glocal, dal global with local taste e simili - in pratica piccole variazioni su tema di uno stesso spartito. Perché ogni parte del mondo ha una storia, una cultura, declinazioni della quotidianità, anche valori assi diversi : gli stili alimentari che ancora sopravvivono ai tentativi di colonizzazione Mc Donald’s style con tutta la loro vitalità e differenza ne sono la più esplicita dimostrazione.
Sarà poi il confronto, le contaminazioni, la dialettica a sancire semmai il prevalere o l’egemonia di qualcuno di questi, non come è stato sino ad adesso la presunzione da parte dei più forti, dell’imperialismo economico del diritto/dovere anche come missione etica di imporre il proprio modo di vedere e vivere nel mondo."

sabato 7 novembre 2009

La creazione di un marchio del Mediterraneo

di Federica Lanferdini
E' la proposta avanzata dal presidente dell'Associazione delle Camere di Commercio del Mediterraneo, Murat Yalcintas, in apertura della III Settimana dei leader economici inaugurata il 2 novembre a Barcellona, alla quale hanno assistito oltre 300 imprenditori, rappresentanti di istituzioni economiche e di 150 aziende dell'area mediterranea.
L’ultima proposta in tal senso è venuta pochi giorni fa da Mauro Maccauro, presidente dei Giovani Imprenditori della Campania: “Sarebbe il primo passo per determinare una politica di cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo. Immagino anche un’offerta turistica integrata che promuova i paesaggi e la storia di un bacino attivo da qualche millennio”.
Nell'inaugurare l'importante incontro il presidente della Camera di Commercio di Barcellona, Miquel Valls, ha evidenziato i temi nell'agenda: l'integrazione dei Paesi del Mediterraneo, il ruolo delle donne imprenditrici e la promozione di programmi nei settori tessile, delle finanze, dell'automobile e delle infrastrutture. Ed ha sottolineato il ruolo del settore privato nella costruzione di uno spazio comune del Mediterraneo, evidenziando al contempo l'importanza della scelta di Barcellona come sede del Segretariato permanente dell'Unione per il Mediterraneo.
Da parte sua, il direttore delle relazioni istituzionali della Banca Europea di Investimenti, Ioannis Kaltsas, ha ricordato che la BEI appoggia l'Unione per il Mediterraneo con circa 140 progetti nell'area e oltre 10.000 milioni di euro in investimenti. Il direttore dell'Istituto europeo per il Mediterraneo (IEMed), Senen Florensa, ha rilevato una "debole convergenza", a partire dal 2002, fra i Paesi del nord e del sud del Mediterraneo, grazie al fatto che questi ultimi hanno raggiunto per la prima volta una stabilità macroeconomica e ricevono più investimenti stranieri rispetto agli anni scorsi. Fra le sfide future dell'Unione per il Mediterraneo, sottolineate dal responsabile degli affari economici e finanze della co-presidenza francese dell'UpM, Julien Aubert, la creazione della Banca del Mediterraneo, che finanzi progetti educativi e sociale e la creazione di spazi di formazione aperti.

mercoledì 4 novembre 2009

"Creative are bad".

Dopo la partecipazione al “ConnectingDay”, “Creatives are Bad!” approda alla XVI edizione del COM-PA, Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, dei Servizi al Cittadino e alle Imprese, in programma a Milano dal 3 al 5 novembre. Il taglio del nastro affidato al Ministro Brunetta. La mostra itinerante sulla comunicazione rifiutata, ideata dall’agenzia MTN Company, pronta a vivere la sua IV edizione…

lunedì 2 novembre 2009

Eventi mediterranei.

Il marketing mediterraneo utilizza gli “eventi mediterranei” per valorizzare i "luoghi" di un territorio (soprattutto dei centri minori), in quanto consente di:
catalizzare risorse, non soltanto finanziarie;
sviluppare le potenzialità dell’area, con vantaggi anche di lungo periodo, secondo logiche di “sostenibilità” e di creazione di valore in senso relazionale ed allargato per la comunità ospitante, anche rafforzando legami, spirito di appartenenza e meccanismi di coesione.
Importante è identificare un simbolo, d'immediata efficacia comunicativa, applicare una serie di varianti e manifestazioni e definire un “tema centrale dell’esperienza”, che ne diventa l’emblema ed il collante.
Il coinvolgimento popolare verso l'evento deve diventare molto forte (questo è uno degli aspetti centrali dell'evento mediterraneo), sia in termini di partecipazione all’evento che di organizzazione. Nell’organizzazione la Comunità rafforza e preserva le proprie tradizioni (dai codici comportamentali e di comunicazione, alle realizzazioni artigianali, alle ricette gastronomiche), a tutto vantaggio della coesione. E’ anche interessante il coinvolgimento attivo degli operatori turistici del territorio. C’è quindi consapevolezza della valenza strategica dell’evento e del suo ruolo nella creazione di valore per il territorio e per i singoli operatori economici coinvolti.
Un aspetto molto interessante è che per come è stato progettato, per come viene realizzato e per i risultati conseguiti, questo evento – assieme al “sistema” che lo sorregge – diventa strumento interessante per caratterizzare e promuovere l’intero territorio, perché coerente con l’identità di quei luoghi e con la loro tradizione.
Insomma bisogna creare un caso di eccellente valorizzazione di un territorio, che viene riconosciuto come "luogo", come centro vitale e nevralgico per relazioni, significati, valori e valore. E gli effetti, sapendo gestire bene il tutto, non sono solo di breve periodo. E' in quest'ottica che vanno valutati questi eventi.

sabato 24 ottobre 2009

La pubblicità ti guarda!

Negli USA ed in Inghilterra (prossimamente in tutto il mondo) , facendo un giro nei grandi centri commerciali ci si può imbattere in display digitali che propongono pubblicità video : in queste situazioni c’è una certa probabilità che quella pubblicità stia “guardando te”… Si chiama Advertising Proattivo.
Cominciano infatti ad essere utilizzate tecnologie che “tracciano” le caratteristiche somatiche dei volti delle persone (che stanno guardando) grazie a delle piccole videocamere inserite negli schermi che trasmettono la pubblicità: un software particolare può determinare il sesso, l’età approssimata e (entro certi limiti) anche l’etnia di coloro che rivolgono il viso verso gli schermi stessi. Ma a cosa serve tutto ciò ? Beh, dal punto di vista di chi fa advertising è evidente! In tal modo possono essere riprodotte pubblicità molto più appetibili per il target dell’ audience che sta guardando in quel momento, in tempo reale : ecco che l’efficacia di questo strumento di marketing aumenta esponenzialmente .
Il software può categorizzare solo in certi range le persone “osservate”, ad esempio adolescenti, giovani, persone di mezza età e anziani, proponendo ad esempio prodotti cosmetici se identifica delle donne di mezza età, dei rasoi se l’attenzione allo schermo è rivolta da parte di uomini, ecc…
Ovviamente, oltre ad agire per la proposizione di pubblicità mirata in tempo reale, il tutto permette di registrare i dati per analisi successive, il che rappresenta una indagine di mercato dal valore notevole per i pubblicitari che vogliono sapere quando efficacemente stanno raggiungendo il loro target. Anche se l’utilizzo di questa tecnologia è attualmente limitato, le previsioni sembrano indicare che nei prossimi dieci anni vi si rivolgerà molto interesse e probabilmente diventerà una realtà largamente diffusa, e non solo nei luoghi pubblici … In un futuro non troppo lontano anche guardare un video online sul tuo pc potrebbe permettere a questi advertisers di raccogliere informazioni molto più dettagliate di quanto avviene attualmente su chi sei e sul tuo grado di “coinvolgimento” .
Qualcuno potrebbe sollevare delle obiezioni sul fatto che questo marketing targetizzato sia utilizzato a discapito della privacy dell’individuo?

Dal 26 al 28 Ottobre a Salerno

I valori tipici del mediterraneo sono al centro del dibattito di “Euromed” – Managerial and Entrepreneurial Developments in the Mediterranean Area. Un appuntamento accademico e non solo di primissimo piano tra gli eventi in agenda nel 2009. Organizzata dall’Università degli Studi di Salerno, Dipartimento Studi e Ricerche Aziendali (DISTRA), Accademia di Management Mediterraneo, Euromed Research Business Institute(EMRBI) e University of Nicosia (Cipro), la conferenza ha come obiettivo primario quello di costruire reti di condivisione di conoscenza per rendere omogeneo e qualitativamente migliore lo sviluppo del bacino mediterraneo.
L’attenzione verso una delle zona europee molto spesso di difficile gestione e nota per lo più per essere inteso, non sempre con accezioni positive, come il cosiddetto “meridione d’Europa” è, invece, portatore di eccellenze ed unicità culturali senza pari al mondo. Proprio da questa necessità di rendere manifeste alcune di queste particolarità territoriali e, soprattutto, una determinata “forma mentis” di approccio al progresso, che alcuni dei maggiori studiosi di marketing management e di economia si sono dati appuntamento dal 26 al 28 Ottobre 2009, presso il campus universitario di Fisciano-Salerno, per dibattere sui recenti sviluppi di un’economia globalizzata ma anche troppo spessa incerta. Sguardo accademico e imprenditoriale si coniugano, compensandosi, nel comune intento di sostenere ed integrare al meglio valori, tradizioni e specificità locali per renderle unicità globali.
Tra i relatori, che presenzieranno durante i giorni della conferenza, ci sarà George Ritzer, uno dei maggiori studiosi del fenomeno della globalizzazione ed autore del celebre saggio “Il Mondo alla McDonald’s”. Il famoso sociologo terrà, inoltre, nella giornata conclusiva della convention una lectio magistralis dal titolo: “Rationalized Structures in the Age of Liquid Globalization: The Case of the Cathedrals and the Landscapes of Consumption”. Oded Shenkar, manager Ford e docente presso l’Ohio State University, Michael R. Czinkota, docente presso le Università di Georgetown e Birmingham, Gaetano M. Golinelli, docente presso l’Università di Roma “La Sapienza” e Eugenio Perrier, direttore marketing Mulino Bianco.
Ulteriore elemento di interesse è la sessione speciale “MED 2.0 – Oltre il marketing non convenzionale, verso un’economia della felicità”; sessione che nasce con l’obiettivo d’integrare – non solo linguisticamente – i termini e le caratteristiche del “web 2.0” con un approccio al marketing di stampo mediterraneo. Non solo, dunque, in una visione utilitaristica ma, soprattutto, nell’ottica della salvaguardia e del rispetto dell’ambiente. Un passaggio significativo che vede concentrato il dibattito dal termine “marketing” ad un più equo e condivisibile concetto di “societing”, ovvero, la capacità dell’azienda di comportarsi responsabilmente verso la propria comunità. Durante la sessione Med 2.0 interverrano anche Alex Giordano e Mirko Pallera autori del best seller “Marketing non- convenzionale” e fondatori di Ninjamarketing, i quali presenteranno il libro di John Grant “ Green Marketing, Il manifesto” edito da Brioschi.
Sito: http://www.mediterraneanmanagement.it

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Programma: tutti gli eventi sono ad ingresso libero

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