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Laurea "Scienze delle Produzioni e Marketing Agroalimentare" - 
Master "Marketing dei Prodotti - Agroalimentari" -
Master "Gestione e Strategia d'Impresa" -
Master "Marketing e Comunicazione" - Assaggiatore oli extravergine d'oliva (elaiogheusta) -
Sommelier

domenica 5 gennaio 2014

Utilizzare il marketing, anzi societing agroalimentare contro la crisi.

Non si tratta di marketing ma di societing, dove sono favoriti non i processi del mercato ma quelli della socializzazione tra azienda, marca, prodotti e stakeholders. Si parte dalla storia che ogni prodotto racchiude in sè per arrivare a riflettere a quando, ad esempio, compriamo una bottiglia di olio spacciato per italiano e che invece arriva da un paese lontano.

Lo facciamo per risparmiare qualche euro e non ci rendiamo conto del danno che abbiamo provocato: disoccupazione ed abbandono delle terre.

Inoltre rinneghiamo la nostra storia, le nostre tradizioni e contribuiamo ad aumentare i danni ecologici causati dal trasporto di quella merce. Se pensiamo che un'inversione di tendenza  potrebbe favorire il ritorno alla terra dei nostri giovani vediamo che l'agricoltura torna ad essere economicamente vantaggiosa.

 Le autorità competenti dovrebbero essere capaci di agevolare questo ritorno non solo di braccia ma sopratutto di cervelli e di manager che dovrebbero aiutare ad utilizzare la terra nelle sue molteplici funzioni.

Aspettando le autorità, che potrebbero arrivare tardi o addirittura non arrivare mai,

rimbocchiamoci le maniche e sporchiamoci le mani della nostra terra.


lunedì 21 ottobre 2013

Il marketing digitale.

Il Marketing digitale non è una bacchetta magica con la quale tutti i vostri problemi sono risolti, ma è un processo complesso. Il mondo sta diventando sempre più digitalizzato: produzione, servizi, prodotti , anche le esperienze .

Provate a ricordare come la pubblicità e la comunicazione erano 3-5-7 anni fa.
Proviamo a riflettere su questo attraverso gli occhi di un proprietario di un ristorante. Egli ha un buon prodotto ed un servizio perfetto, ed il suo ristorante si trova in una strada principale. I clienti sono felici e soddisfatti . E la loro lealtà è notevole . Il nostro imprenditore però non sta seguendo le ultime tendenze nel marketing digitale . Egli conosce l'importanza delle attività digitali , ma non ritiene necessario fare più sforzi su questa direzione . La sua fan page di Facebook esiste come un segnale stradale, solo con l'idea di guidare i visitatori al ristorante . Non considera che l'aspetto digitale della sua impresa renderebbe il suo business più redditizio. Come potrà sopravvivere nell'ambiente digitale, e per quanto tempo?
Ecco i 9 passaggi indispensabili per applicare il marketing digitale ai proprietari di piccole imprese:
1) Fissare gli obiettivi
Cosa si vuole raggiungere . Perché si deve fare? Per aumentare la consapevolezza della vostra azienda? Per aumentare le vendite? Per coinvolgere i clienti ...

2 ) Impostare il bilancio
Il bilancio è in relazione agli obiettivi ed alla dimensione della vostra azienda . Se avete un budget limitato non c'è bisogno di investire molti soldi per ottenere buoni risultati . La maggior parte dei canali di comunicazione come Facebook, Pinterest , LinkedIn , sono gratuiti . Hai solo bisogno di sapere quali sono i più appropriati per presentare il tuo business.

3) Conoscere i concorrenti
Creare una lista con i loro nomi, le attività ed il profilo . Poi trovarli in ambito digitale e fare una lista di ciò che stanno facendo e come lo stanno facendo. Hanno siti web, Facebook / Twitter. Quanti fan / seguaci hanno? Hanno blog? Cosa dicono ? Stanno pagando per la pubblicità digitale? Cosa ti piace delle loro attività. Cosa non ti piace . Prestare attenzione ad ogni dettaglio come  testi , elementi visivi , il tono della comunicazione con il pubblico.

4) Creare una strategia
Se non siete esperti nella creazione di strategie per lo sviluppo, la ricerca del passaggio precedente vi darà un'idea della strategia da attuare. Poi pensa di nuovo a ciò che vuoi raggiungere ed attuala.


5) Che cosa offri
Confronta le tue offerte con quelle dei tuoi concorrenti con gli strumenti che il marketing digitale ti mette a disposizione e mostra le foto dei tuoi piatti, le ricette segrete , le tradizioni , il servizio, le emozioni .
Seleziona il giusto canale di social media per esprimere te stesso. Se sei un piccolo imprenditore non è necessario essere su tutti i social media, ma concentrati su 1 o 2, quelli che sono i più rilevanti: Pinterest , Facebook, Google, LinkedIn.

6) Azione
Uno dei principali vantaggi del marketing digitale è che i risultati delle vostre azioni sono riscontrabili quasi immediatamente . Così il feedback dei clienti. Dovete attirare l'attenzione del vostro pubblico. Anche se sono clienti che apprezzano il vostro prodotto/servizio dovete trovare il modo per tenere sempre vivo il loro interesse. Se si dispone di budget per la pubblicità le opportunità aumentano: AdWords di Google, gli annunci a pagamento , post sponsorizzati , giochi e applicazioni in facebook e twitter e sui siti web pertinenti . Anche le campagne di un'agenzia digitale.

7) Misurare i risultati
Facebook dà report ogni settimana, le situazioni cambiano. Si deve agire in fretta. Quindi, misurare i risultati settimanali e intraprendere le azioni appropriate per reagire a tali risultati.

8) Continuare ad agire
Bisogna essere coerenti . Una volta che si inizia a comunicare con le persone non dimenticarle o ignorarle. E' come il rapporto con gli amici . Devi essere socievole e non tradire la loro fiducia.

9) Creare la tua storia di successo
Ricorda che la tua storia di successo non è possibile crearla con la bacchetta magica, ma è possibile con il marketing digitale.

martedì 24 settembre 2013

Lo street food batte il ristorante.


​Gli Italiani dicono addio al ristorante e preferiscono lo street food. Il cibo di strada è stato consumato nel 2013 da ben 35 milioni d'italiani.  Il sondaggio on line è stato fatto dalla Coldiretti.

Un'alternativa low cost alla crisi dei ristoranti che concilia l'esigenza del risparmio con la voglia di mangiare fuori casa, alla scoperta dei territori e dei suoi prodotti tipici.

                                          



Il 45% degli italiani preferiscono il cibo locale che va dalla piadina agli arrosticini fino agli arancini. Il 24% predilige il cibo internazionale come gli hot dog e solo il 4% sceglie il cibo etnico come il kebab.
In  Italia il cibo di strada vanta una tradizione millenaria con le sue numerose specialità: gli arancini siciliani, la piadina romagnola, le olive ascolane, la polenta frittata veneta, i filetti di baccalà alla romana, le focacce liguri, il pesce fritto delle diverse località di mare, i panini ripieni con le tipiche farciture locali che vanno dai salumi ai formaggi e la famosa porchetta veneta.

     


Non possono mancare i dolci come i cannoli siciliani e le famose crostate casalinghe.
Non mancano le novità come la frutta e la famosa fetta d'anguria.
Essendo il cibo di strada legato alle tradizioni culinarie del territorio non è soggetto alle influenze delle mode gastronomiche ed alla distorsione delle ricette tipiche.

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Il fenomeno dello street food ha radici profonde che risalgono ai tempi dei romani dove la popolazione era solita gustare i pasti in piedi in locali all'aperto e per strada.

giovedì 15 agosto 2013

Come avere il massimo da un blog.

Da dove si comincia se voglio aprire un blog?
Bisogna prima di tutto rispondere a queste domande:
1) A chi mi voglio rivolgere?

2) Cosa può interessare il mio lettore?

3) Creare contenuti che interessino il lettore.

4) Resistere alla tentazione di parlare di te.

5) Essere costante e persistente.

Fatto questo siamo sulla buona strada.

sabato 30 marzo 2013

Il Marketing dei sensi.



Il Marketing Dei Sensi: 5 sensi per vendere e comprare.
Immagini, Odori, suoni, materiali, sapori studiati per raggiungere il pubblico obiettivo e per indurlo a determinate azioni. Questo e non solo è il marketing dei sensi, un approccio sempre più diffuso nei diversi settori del mercato, dove spuntano sale d’attesa pervase da profumi, reparti dei supermercati in cui si respirano odori irresistibili, negozi che sembrano set cinematografici, brani composti per osannare un prodotto. Con il senso etico che quest’argomento merita, è stato scritto un libro che si fa leggere rapidamente e resta vivo in ogni lettore. Oggi il consumatore è protagonista delle sue azioni e questo testo contribuisce a  renderlo consapevole e informato.
Il Marketing Dei sensi è un’opera che non può mancare nel background di chi agisce sul mercato, è il mezzo per fare un viaggio stimolante attraverso i sensi, per scoprire e superare i nuovi orizzonti del marketing sensoriale e della comunicazione emozionale. Vista, udito, tatto, gusto, olfatto sono i canali per conoscere la realtà, per comunicare al 100% e per vivere da consumatori consapevoli.
Nel libro sono trattate le tecniche più evolute per conquistare il mercato, tutti i segreti delle vendite e delle marche vincenti. Il testo affronta anche temi discussi e delicati come la comunicazione subliminale, lasciando ampio spazio all’etica e al buon senso.
Scritto per tutti quelli che vogliono esplorare il marketing sensoriale e la comunicazione emozionale, per i professionisti e per chi vuole avere il ruolo di consumatore attivo. Un testo chiaro, sempre stimolante e ricco di esempi concreti. Diverso dal solito saggio o manuale di marketing per la sua vivacità e per la capacità di condurvi al centro dei temi trattati, con linguaggio diretto e di facile lettura. Un libro per manager, comunicatori, responsabili commerciali, imprenditori, venditori, commercianti, studenti e per tutti i consumatori.
Il Marketing dei Sensi è un progetto aperto, realizzato da 3 esperti del settore che hanno voluto condividere le loro esperienze sul marketing dei sensi. L’idea è quella di creare una community sul tema, per continuare ad arricchire le conoscenze di quanti lo desiderano.

sabato 9 marzo 2013

Strategia di marketing.


In termini operativi il marketing mediterraneo si traduce in strategie e tattiche meno aggressive nei confronti del consumatore, volte ad accompagnarlo nel processo di scambio piuttosto che a bombardarlo in maniera massiccia e personalizzata. Comporta il superamento di una visione individualistica ed isolata del consumatore per aprire le porte ad una lettura del consumo all’interno di un reticolo dinamico di relazioni. Si tratta, in sostanza, di moderare quegli eccessi cui troppo spesso è giunto il marketing management tradizionalmente inteso, restituendo all’individuo-consumatore la libertà di non essere continuamente oggetto di ricerche, previsioni, controllo da parte dell’impresa. Tutto questo in nome del raggiungimento lineare e militare degli obiettivi, dell’ assoluta convinzione nel controllo del mercato e della spasmodica ricerca della personalizzazione ad ogni costo. La strategia da seguire secondo questo nuovo approccio non è tanto stabilire un legame personale con il cliente (marketing one-to-one), quanto mantenere il legame fra i clienti stessi aiutandoli a condividere le loro passioni, creare un valore di legame nel marchio o nel prodotto, fare leva sul bisogno di autenticità dei consumatori, puntare sull'attenzione ai gesti quotidiani e ai dettagli, celebrare riti intorno al prodotto.

sabato 19 gennaio 2013

Riscopriamo il valore della lentezza.



Uno dei valori mediterranei su cui maggiormente è concentrata l’attenzione è quello della lentezza.  Il sociologo Franco Cassano intitola “andare lenti” il primo capitolo del  suo libro "Pensiero meridiano". Un elogio alla lentezza. Non per creare un movimento antagonista alla velocità tipica della modernità, ma per evidenziare i limiti della sola velocità, afferma che l'evoluzione nasce dalla possibilità di utilizzare una moltitudine di tempi: “La velocità è una grande conquista, ma solo se accetta di rimanere uno soltanto dei lati del mondo. Essa può aiutare gli uomini solo se imparerà a coesistere con altri tempi e altri ritmi” (Cassano, 2001, pag. 155).

Cassano (2001, pag. 154) continua osservando come “l’uomo della velocità,  l’homo currens, guadagna sicuramente alcune facoltà, ma ne perde altre, prima fra tutte l’attenzione per l’altro […],quella  passione, quella cura o quella tenerezza che vengono da non  avere solo scopi, ma anche sentimenti, dal non avere solo concorrenti, ma anche amici, legami, interdizioni o impicci”.
Il pensiero meridiano riscopre inoltre il valore del tempo contemplativo, del tempo in cui non si fa niente e che, tuttavia, non viene considerato vuoto o senza significato. Tradizionalmente questo tempo è stato considerato un privilegio, ma la modernità lo ha fatto sparire dalla vita delle persone.
Questa scomparsa può essere attribuita, secondo Manzini (2001), sia alla saturazione del tempo (ossia la tendenza a riempire ogni momento della vita con qualcosa da fare) che all’accellerazione (ossia la tendenza a fare tutto sempre più in fretta per avere la possibilità di poter fare di più).
Manzini inoltre ipotizza una relazione tra la scomparsa di questo tempo e la proliferazione dei beni rimedio, ossia di prodotti o servizi che cercano di rendere accettabili contesti di vita fortemente deteriorati.
“Compriamo e consumiamo una crescente quantità di prodotti e di servizi per ‘riempire il tempo’, per eliminare il senso di vuoto lasciato dalla nostra incapacità di contemplare o, semplicemente, di fare qualcosa ad un passo un po’ più lento” (Manzini, 2001).

Recuperare la lentezza può favorire la contemporanea presenza di temporalità diverse (veloci e lente) e quindi rendere possibile per gli individui la scelta tra questi diversi contesti. Come osserva Firat (2005) se è forse solo una piccola elite di trend-setter quella che si orienterà verso la sola lentezza, la maggior parte delle persone troveranno piacere ad immergersi in differenti modi di vita e di consumo pur non scegliendo mai uno solo di questi.