sabato 20 giugno 2009

Due domande sulla comunicazione politica.

Qual è oggi il ruolo dei social network nella comunicazione politica?In questi ultimi due anni c'è stato il fenomeno Grillo, che ha dimostrato quali possono essere le straordinarie potenzialità del social networking. Nessun partito o politico pensa di poter fare a meno di avere uno spazio Internet. I blog sono oramai frequentatissime agorà virtuali in cui maturano proposte e decisioni.C’è differenza tra un blog e Facebook?Dipende. Per i blog va fatto un discorso a parte. Impongono al politico uno sforzo di apertura e trasparenza e favoriscono la partecipazione dal basso. Credo, tuttavia, che il fenomeno vada ancora compreso in tutta la sua essenza. Influenza e dibattito libero non sono la stessa cosa. La domanda è: passeremo dalla "telecrazia" alla "blogcrazia"? Per quanto riguarda gli altri strumenti di social networking, tutto dipende dal contesto e dall'uso che se ne fa. Per capirci. L'uso politico di Myspace ha un senso negli USA, dove gli utenti Internet sono milioni e le distanze rendono spesso difficile un contatto diretto con l'elettorato, spingendo alla ricerca di surrogati mediatici "caldi". Ma in Italia le condizioni sono molto diverse. Qualche politico ha pensato di usare Twitter per fidelizzare emotivamente l'elettorato; ma solo nelle ultime settimane - e dopo alcuni fallimenti – si è capito che questo strumento può diventare una sorta di agenzia di stampa telematica personalizzata low cost. Siamo di fronte ad uno scenario caotico e stimolante. La politica ha a sua disposizione numerosi nuovi media dalle potenzialità poliedriche. Le finalità per cui utilizzarli dipenderanno dalla creatività e fantasia dei politici e, soprattutto, dai loro obiettivi. Un blog consente dialogo, discussione, partecipazione costruttiva anche attraverso funzionalità wiki. È un luogo di aggregazione simbolica ed emotiva, ma soprattutto una piazza virtuale in cui sviluppare un discorso razionale collettivo. Facebook nasce con finalità essenzialmente ludiche e ricreative. Può essere utile per stabilire un primo rapporto con il candidato politico, per conoscerne i tratti principali, differenziarlo dagli altri candidati, perfino stabilire un rapporto empatico virtuale con lui. Ma il rapporto comunicativo resta sostanzialmente asimmetrico, con una parte dominante (il politico) e una che si limita ad approvare o disapprovare. Aggiungerei che, mentre il blog politico impone quasi sempre un focus sui temi, Facebook ha un focus sui soggetti. Si tratta ovviamente di decidere se siamo più interessati al programma politico del candidato o ai suoi gusti musicali...

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