domenica 7 marzo 2010

Scary burp! - Un rutto da far paura (a un drago)!


Tratto da Ombre Elettriche
Il marketing virale in Italia è ancora una metodologia di comunicazione in via di sviluppo, anche se gli utenti di internet, ormai una massa significativa da tutti i punti di vista, sono abituati da tempo alla fruizione di video virali ed all’utilizzo dei social network. Il pubblico sembra in questa fase più avanzato delle aziende, che sono costrette a rincorrere la veloce evoluzione comportamentale e psicologica del proprio potenziale mercato. L’impresa tradizionale si è progressivamente interessata al social network ed alle sue caratteristiche, dove sembra che una grande fetta di mercato si sia spostata. Le aziende più progredite hanno aperto blog e pagine su Facebook e Youtube, comunicano attraverso Twitter. Alcuni esempi significativi sono Webank , Feltrinelli, Coin , Fandango, Emmelunga, Volagratis , 3 Italia per citarne solo alcune.
C’è anche chi utilizza il linguaggio del video e la sua conseguente diffusione nel social network. Il video resta senza dubbio una delle forme più attraenti e spettacolari, nonché efficace. Un modello è questo video realizzato dal Ninja Lab nel 2008 per un nuovo marchio di birra, Golden Fire, della Heineken. Il Ninja Lab è un laboratorio specializzato proprio nell’analisi e lo sviluppo del linguaggio non convenzionale, e per questo può servire da esempio di applicazione in linea con i concetti. Ecco alcuni elementi che strutturano il video e che possono indicare una traccia delle componenti definibili virali. Situazione tipica, condivisibile e quotidiana, in questo caso, per contestualizzare il prodotto, il pub dove degli amici si ritrovano e dove uno di essi cerca di “imbroccare” una ragazza avvenente. La condizione permette di inserire l’elemento erotico ed attrattivo, anche se in un contesto normale, abituale e non specifico come in altri casi. La camera a spalla segue l’azione, come per dare dinamica e quel carattere realistico, che si può incontrare anche in video amatoriali. All’esterno la condizione normale si trasforma improvvisamente in straordinaria. Il primo evento è il drago che esce dallo strano uovo fuori contesto, elemento utilizzato per le azioni di ambient marketing della stessa campagna, proietta in un ambito surreale, magico, filmico ed immaginario, un immaginario usato, conosciuto, che fa parte della memoria collettiva ed individuale proveniente dall’infanzia, un simbolo riconosciuto e riconoscibile con tutte le sue implicazioni. A questo punto, nel secondo evento, la chiave di volta trasgressiva. Dopo la sorpresa di una situazione irreale, la sorpresa della trasgressione: il rutto gigantesco con cui la ragazza abbatte il drago. Elemento, questo, normalmente inibito dalle regole dei rapporti pubblici e di conseguenza nella comunicazione commerciale. E’ immediato il richiamo all’assunzione di birra, ma anche ad un comportamento maschile che qui, invece, in modo singolare, vede l’esecuzione al femminile. Trasgressione nella trasgressione, ma anche rappresentazione della realtà, in quanto tra amici e nell’intimità il rutto può essere normale.

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